Vampyr: La nostra recensione

Londra, 1918. La Grande Guerra è appena giunta al termine, ma la città non riesce a riprendersi dalla devastazione portata dal conflitto: l’Influenza Spagnola si sta diffondendo rapidamente, mettendo in ginocchio l’intera popolazione londinese. Jonathan Reid è appena tornato dal fronte, ma invece di far ritorno a casa ed abbracciare i propri cari, il giovane dottore si risveglia in una fossa comune. Qualcosa in lui è cambiato, una terribile sete di sangue lo pervade e gli annebbia la mente

Questa è la premessa di Vampyr, un Action-RPG rilasciato nel giugno 2018 dalla DontNod Entertainment, lo studio parigino divenuto famoso grazie a Life is Strange. Si tratta di un titolo complesso, ricco di pregi ma altrettanti difetti. Non aspettatevi di ritrovarvi di fronte al livello qualitativo di una produzione tripla A, il budget ed i costi di sviluppo sono ben al di sotto di quelli delle grandi case di produzione. Ma nonostante tutto, Vampyr manda un messaggio forte e chiaro: sono la storia e le idee la vera forza di un videogioco. Un messaggio che in molti hanno saputo cogliere, infatti solo nel primo mese sono state vendute quasi mezzo milione di copie

Una storia fatta di scelte

In qualità di giovane vampiro, Jonathan Reid si trova a dover compiere una scelta: resistere ai propri impulsi oppure soccombere alla propria sete di sangue e disseminare il caos. Ma quanto effettivamente le scelte possono influenzare il gioco?  Le risposte a scelta multipla nelle conversazioni possono svelare o bloccare per sempre indizi relativi ai personaggi che popolano la Londra notturna. Purtroppo perdere un indizio significa precludersi una parte di storia relativa al personaggio; non vi è modo per recuperare gli indizi perduti e questo risulta parecchio frustante quando la risposta che a logica sembra la più adatta si rivela essere quella sbagliata.

Il mondo di gioco cambia in base alle nostre azioni: uccidere innocenti o non curarsi dei cittadini malati porterà ad un progressivo degrado dei distretti. Ogni quartiere è associato ad uno stato di salute e una volta arrivati al limite, l’impatto delle nostre scelte sarà più che visibile. Inoltre, ogni capitolo costringerà il giocatore ad affrontare una decisione difficile e non sempre le conseguenze della nostra scelta saranno quelle che ci saremmo aspettati. Ovviamente la nostra condotta durante la nostra partita porterà ad uno dei quattro differenti finali

Grafica & Ambientazione

A livello visivo, il primo impatto non è dei migliori. Ci si trova di fronte ad una grafica datata e, considerando che nei mesi precedenti all’uscita sono stati rilasciati capolavori del calibro di God of War, la sensazione di giocare ad un titolo “vecchio” si fa pesante. Non potendo far affidamento su una grafica eccelsa, il titolo punta molto sull’ambientazione. La Londra notturna è affascinante, avvolta in un’atmosfera indescrivibile: la combinazione di luci ed ombre, musiche e nebbia leggera porta il giocatore ad immergersi completamente. Nonostante la mappa sia relativamente piccola rispetto agli standard odierni, offre una ricca varietà di scenari: si passa dall’eleganza del quartiere ricco di West End al degrado e desolazione della zona del porto. Nella sua semplicità, questo titolo riesce a ricreare la sensazione di ritrovarsi in un ambiente articolato, una vera e propria città agli inizi del Novecento

Doppiaggio & Traduzione

Ci troviamo di fronte ad un doppiaggio di alto livello, una recitazione curata ed appassionata, tale da riuscire a trasmettere un senso di realismo così forte da dare al videogiocatore l’impressione di dialogare con una persona in carne ed ossa. Di spicco le performance di Anthony Howell e Katherine Kingsley, che hanno prestato la propria voce rispettivamente a Jonathan Reid e Lady Ashbury. Per quanto riguarda la traduzione invece dare giudizio complessivo risulta più complicato. Le descrizioni di armi e collezionabili sono impeccabili, mentre nei dialoghi non è raro trovare errori di battitura nonché parole o addirittura intere frasi lasciate in inglese. La traduzione dei dialoghi non ricalca esattamente l’inglese, a volte assume una forma più piacevole mentre in altre è più “riassuntiva” e trascura alcuni dettagli o sfumature della conversazione

Combat System & Skill Tree

Il combat system risulta poco impressionante nelle prime fasi di gioco. Inizialmente mettere al tappeto chiunque oserà ostacolarci sarà fin troppo semplice, ma con il progredire della storia il numero e la tipologia di nemici aumenterà dando così vita a combattimenti adrenalinici ed avvincenti. Il gioco offre una grande varietà per quanto riguarda il combattimento: esistono quattro differenti tipi di armi e altrettante tipologie di danno. Le armi infliggono i classi danni da taglio ed arma da fuoco, mentre le abilità vampiresche permettono di infliggere attacchi di tipo sangue o ombra.

I nemici possono essere più o meno resistenti ad una certa tipologia di danno, dunque possedere un equipaggiamento vario e abilità di vario genere è essenziale. Ogni arma possiede qualità ed upgrade unici, che combinati alla buona varietà di abilità da vampiro, invogliano il giocatore a provare diversi stili di combattimento. Ottime anche le boss fight, non particolarmente ardue ma creative quel tanto che basta da renderle più che soddisfacenti

La piaga dei caricamenti

Come già anticipato, Vampyr non è un titolo privo di errori. Il gioco è davvero avvincente, dunque piccoli difetti come la mancanza di una mini-mappa posso tranquillamente essere sorvolati. Il gioco è afflitto da una grande piaga che porta a livelli di frustrazione incredibili: i caricamenti. Purtroppo non mi riferisco solamente ai caricamenti necessari per entrare in alcuni edifici, talmente lunghi da sembrare infiniti come quelli di Fallout 4, ma a tutti quei piccoli caricamenti che spuntano in momenti casuali. Mi è capitato un paio di volte di vedere il gioco bloccarsi all’improvviso per fare un piccolo caricamento, una cosa a cui però non avevo dato molto peso.

Nelle fasi finali del gioco tendenzialmente si corre di più per attraversare la città, anche perché con la stamina portata a livelli alti è possibile sfruttare meglio lo spostamento veloce; questo porta però ad una serie continua di piccoli caricamenti, almeno uno ogni due minuti. Questo continuo susseguirsi di caricamenti è davvero frustrante, almeno quanto il fatto di aver scoperto questo grave difetto solo alla fine

Per concludere: Vampyr è un ottimo titolo, i cui punti di forza sono una storia avvincente e un’ambientazione curata sia a livello di atmosfera che di interazione con i personaggi secondari. Ha una buona longevità e rispetto a tutti gli altri titoli che assicurano “conseguenze per le scelte prese” dimostra un impegno maggiore nel mantenere tale promesse, garantendo dunque una rigiocabilità maggiore. Personalmente ho amato questo gioco e lo ritengo uno dei titoli più validi usciti negli ultimi anni. Non lasciatevelo scappare!

VOTO
8

Pro

  • Trama avvicente
  • Ambientazione ed immersione di alto livello
  • Combat system vario e dinamico
  • Ottima longevità

Contro

  • Caricamenti troppo lunghi
  • Grafica datata
  • Conseguenze delle nostre scelte non sempre “logiche”