Recensione: DarkSiders Warmastered Edition

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Sono passati quasi otto anni dall’uscita di Darksiders ad opera dello studio Vigil Games, e tanti altri per rivederlo in edizione rimasterizzata su Xbox One e Ps4. Noi della redazione di Lotus Games siamo un tantino fuori tempo massimo per portare una recensione della Warmastered Edition, ma come disse quel vecchio saggio “Meglio tardi che mai”. Quindi cari lettori e lettrici sedetevi comodi, spegnete i cellulari e fate con noi un tuffo nel passato leggendo la nostra recensione su DarkSiders.

TUTTE LE STORIE INIZIANO CON UNA GUERRA

Darksiders pone le sue basi narrative, sulle figure dei quattro cavalieri dell’apocalisse, modificate rispetto alla versione originale.

“l’Arso Consiglio inviò i Cavalieri dell’Apocalisse, suoi guerrieri scelti, a intervenire per forzare una tregua tra i due regni, da secoli immemorabili in perenne scontro. Dal caos generato dagli scontri nacquero gli umani e il Consiglio prevedete che nel giorno dell’Apocalisse, l’uomo sarebbe stato il principale fattore di battaglia e pertanto quest’ultima avrebbe avuto luogo quando i Sette Sigilli, simbolo della tregua, sarebbero stati infranti. Lo scenario si sposta ai giorni nostri, mentre armate di angeli e demoni si precipitano sulla Terra, distruggendo tutto quel che trovano sul loro cammino. Nel mezzo del caos, il cavaliere Guerra viene invocato sulla Terra, ma al suo confronto con Abaddon, generale della Guardia degli Inferi, il cavaliere scopre che i suoi altri tre fratelli non sono giunti e che il Sigillo non è ancora stato spezzato. Durante il combattimento appare Straga, uno degli Eletti del Distruttore che, emerso dal sottosuolo, uccide Abaddon o non uccide, confrontandosi poi con Guerra, che essendo però troppo debole viene sconfitto. Soccorso e portato al Consiglio, Guerra viene accusato di aver scatenato sulla Terra un’Apocalisse prematura, in quanto tutti i Sette Sigilli sono intatti. In base a ciò, il Consiglio lo condanna a morte, ma Guerra reclama un’altra possibilità per poter ristabilire il proprio onore, chiedendo di essere rimandato sulla Terra per indagare sulle cause reali di tale sfacelo e ripristinare l’ordine. Il Consiglio acconsente, ma alla sola condizione che sia supervisionato da uno dei suoi custodi, la Sentinella, che ha il potere di uccidere Guerra qualora egli tenti di aggirare la sua missione.”

La trama presenta alcune idee originali, adoperati nei modi migliori le storie sui quattro cavalieri possono creare una narrazione appassionata, per chi ama il genere fantasy. Tuttavia alcuni elementi in questo primo capitolo non convincono pienamente. I personaggi con cui Guerra interagirà durante la sua avventura mancano di caratterizzazione, e scorreranno di fronte ai vostri occhi lasciandovi indifferenti.  L’antagonista come giusto che sia dovrebbe possedere carisma, quel pizzico di sociopatia che non fa mai male e quella smania di potere incontrollabile. Qui totalmente assenti.

Il vero colpo di genio è la linea temporale in cui si collocano gli eventi narrati in questo primo capitolo. Infatti Darksiders si pone come inizio e fine dell’arco narrativo riguardanti gli altri cavaliere dell’apocalisse.

GAMEPLAY E LEVEL DESIGN

“Al suo ritorno sulla Terra, Guerra si accorge che è passato un secolo dalla sua ultima venuta: il pianeta si è ormai ridotto a una moltitudine di lande scoscese

Il level design presenta delle buone idee e sono ben diversifica tra loro, andando da una citta un tempo fiorente ormai ridotta ad un cumulo di macerie, fino ad arrivare a un deserto arido privo di vita passando per una cattedrale inghiottita dal magma. Alcune di esse presentano delle sezioni Platform carine nulla di che parliamoci chiaro spezzando cosi il ritmo di gioco.

Nulla a che vedere con i puzzle ambientali presenti in alcune aree di gioco, non fraintendetemi presentano idee originali ma diciamo chiaramente, anche un bambino di 6 mesi sarebbe in grado di risolverli mentre beve dal biberon.

Il nostro Guerra non si lancerà certo nella mischia armato solo della sua determinazione, di fatto possiederà un discreto “e con discreto sono fin troppo generoso” quantitativo di armi, che non vanno ad aggiungere profondità al Combat System, vado a spiegarmi meglio. Essendo ridotte all’osso il numero di combo che ogni arma può eseguire e riducendo la loro difficoltà di esecuzione, finirete con il ripeterle alla nausea nel corso del intero gioco.

Passiamo al pezzo forte alcune abilità non hanno senso di esistere, messe lì per fare numero, come la maschera d’ombra che permette d’interagire con elementi dello scenario prima nascosti, inserita poche ore dalla fine della campagna per attraversare un ponte e raccogliere 7 frammenti di una spada e basta, potevano integrarla con la boss fight finale facendo sì che alcuni punti deboli del nemico potevano essere colpiti solamente indossando la maschera. Un vero peccato, dal momento che potevano approfondire il Gameplay è rendere le Boss Fight più dinamiche. Nulla da riferire sull’comparto artistico che all’epoca fece la sua sporca figura conquistando la critica.

Indefinitiva nel lontano 2010 Darksiders conquisto i fan con il suo ottimo comparto artistico e altre qualità indubbiamente vere. Per lui questi anni non sono stati clementi però a me è piaciuto.

VOTO 5

PRO

  • Elementi di trama interessanti
  • Ottimo comparto artistico per l’epoca
  • Level Design anch’esso ottimo

CONTRO

  • Combat System superficiale
  • Antagonista che non presenta alcun carattere
  • Puzzle ambientali da scuola dell’infanzia