MadMax: La nostra recensione

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Mad Max è un action-adventure uscito nel 2015 per PS4, Xbox One e PC. Il titolo è stato sviluppato dalla Avalanche Studios, conosciuta principalmente per la serie Just Cause e tornata sotto i riflettori per aver collaborato con Bethesda al nuovo capitolo di Rage, la cui uscita è prevista per il 2019.

Mad Max non è un titolo che ha catturato il mio interesse al momento dell’uscita. Ho avuto l’occasione di provarlo solamente un paio di mesi fa, quando è stato inserito tra i giochi gratuiti offerti con il PSN Plus di aprile 2018.

Prologo

Mad Max è stato pubblicato qualche mese dopo l’uscita del film Mad Max: Fury Road ma, sebbene il mondo di gioco sia chiaramente ispirato al franchise cinematografico, la storia e le ambientazioni sono del tutto originali. Il gioco narra le vicende di Max Rockatansky, un ex poliziotto che cerca di sopravvivere nella desolata Australia post-apocalittica.

Non appena avviato il gioco saremo catapultati in un inseguimento adrenalinico, una situazione in cui il nostro protagonista si ritroverà più volte durante tutto il corso dell’avventura. Siamo inseguiti dagli scagnozzi di Scabrous Scrotus, che cercano di ucciderci per impossessarsi del nostro V8 Interceptor, l’auto più potente mai vista dall’uomo. Lo scontro non sembra volgere a nostro favore infatti veniamo catturati, derubati di ogni cosa e lasciati morenti nel deserto. Il nostro eroe però non è certo un tipo che demorde: dopo essersi ripreso riparte all’inseguimento, risale sul veicolo di Scrotus e con le ultime forze che gli rimangono gli pianta in testa una motosega. Scrotus infuriato scaraventa il povero Max a terra, abbandonandolo ancora una volta nel bel mezzo del deserto.

Max comincia a girovagare nel deserto finché non raggiunge un’officina dove ad accoglierlo c’è Chumbucket, un meccanico un po’ sui generis. I due stringono un accordo: il meccanico, in cambio dei pezzi necessari per applicare una serie di migliorie, gli concede di guidare il suo prezioso veicolo: la Magnum Opus. Chumbucket è un fervente credente della “religione del dio macchina” e, colpito dalle grandi abilità di Max alla guida, si convince che possa proprio essere lui il dio che ha tanto venerato.

Scrotus è ancora infuriato con il nostro eroe, dunque decide di mandare alcuni scagnozzi ad attaccare il rifugio di Chum per raderlo al suolo e far fuori chiunque si trovasse al suo interno. Max e Chum si salvano, ma il nostro protagonista ora è più determinato che mai. Ormai ha un solo obiettivo nella vita: recuperare il suo V8 e porre fine al regno di morte e distruzione di Scrotus.

Ambientazione

Mad Max è un open world post-apocalittico. Abbiamo a che fare con una mappa molto grande in cui però sono presenti pochissime luoghi di interesse: fortezze, accampamenti, punti di controllo e aree di saccheggio.

L’intera mappa è suddivisa in cinque aree, ognuna delle quali si sviluppa intorno ad una fortezza. A capo di ogni fortezza vi è un ribelle che ci offrirà il suo aiuto in cambio di qualche commissione. Le fortezze fungono da casa base, infatti al loro interno Max potrà ricaricare il proprio equipaggiamento, ossia le munizioni e la borraccia, e cambiare tipo di veicolo. Nel mondo di gioco sono presenti una serie di attrezzi che permettono di creare gli oggetti necessari per migliorare la fortezza: queste modifiche non cambieranno solamente l’aspetto dell’edificio, ma permetteranno anche di aumentare la capacità di ricarica dell’equipaggiamento.

Gli accampamenti sono il punto focale del mondo di Mad Max, il luogo dove si concentra tutta l’azione. Sono sotto il controllo di Scrotus, dunque liberandoli si riduce la sua minaccia sull’intera area. Esistono vari tipi di accampamento: giacimento di petrolio, campo di addestramento e accampamento del capobranco. Ognuno di essi si libera portando a termine un particolare obiettivo dettato dal genere di accampamento e garantisce una serie di ricompense uniche.

Infine abbiamo i luoghi di saccheggio e i punti di controllo. In entrambi i casi non si tratta di vere e proprie aree quanto più di piccoli edifici sparsi per tutta la mappa dove è possibile incontrare dei nemici. Sui luoghi di saccheggio non c’è molto da dire, infatti servono solamente per permettere al giocatore di reperire munizioni, parti di attrezzi e rottami, la moneta del gioco. I punti di controllo invece sono piccole basi o edifici utilizzati da Scrotus per controllare la popolazione, anche in questo caso distruggendoli è possibile diminuire la sua influenza sul territorio circostante. Si tratta di aree di vario genere: torri con cecchini, campi minati, spaventapasseri o percorsi su rotaia per il passaggio di convogli per il rifornimento. Il punto di controllo più importante è sicuramente rappresentato dalle basi con i palloni aerostatici: salendo sopra di esse e guardando con il binocolo è possibile sbloccare una nuova parte della mappa ed evidenziare i suoi luoghi di interesse.

Dalla descrizione fatta è facile capire quali sono state le fonti di ispirazione degli sviluppatori: la meccanica degli accampamenti è chiaramente ispirata a quella presente in Far Cry 3, mentre le basi sono l’equivalente moderno dei punti di sincronizzazione presenti in Assassin’s Creed.

Miglioramenti

Proseguendo nella storia, liberando gli accampamenti, migliorando le fortezze e spendendo qualche rottame, è possibile potenziare Max ed la sua auto.

Per quanto riguarda il nostro protagonista, i miglioramenti principali sono due: la difesa e l’attacco. La difesa può essere potenziata aggiungendo delle protezioni come parastinchi o paraschiena, mentre per l’attacco si possono equipaggiare oggetti come il tirapugni o aumentare la capacità del caricatore. Anche la nostra arma principale, il fucile, può essere migliorata. Per quanto riguarda le abilità vere e proprie, Max dovrà avventurarsi nel deserto alla ricerca di un personaggio noto come Griffa. Questo NPC infatti ci permetterà, tra le altre cose, di aumentare la vita, la capacità di trasporto della borraccia, la quantità di rottami ottenuti ed il danno contro i nemici. Piccola nota di colore: il gioco mette a disposizione anche una mini customizzazione del personaggio, dandoci la possibilità di scegliere taglio di capelli e barba.

Per quanto riguarda l’auto invece, sono presenti moltissimi miglioramenti. Sono talmente tanti che inizialmente non si sa dove spendere i propri rottami: dalla carrozzeria alle ruote, dalle sospensioni al turbo, per non parlare poi di tutte le armi che possono essere installate! Insomma, non ci sono limiti alla fantasia e ci si può sbizzarrire per creare l’auto che più ci piace.

Gameplay & Combat System

L’intero gameplay si riduce a due azioni: guida e combatti. Inizialmente viaggiare a bordo del proprio bolide a quattro ruote è divertente e l’idea di raggiungere qualsiasi luogo della mappa con il proprio mezzo sembra entusiasmante. Dopo le prime ore di gioco però si inizierà a rimpiangere la mancanza del viaggio veloce; gli spostamenti da un luogo all’altro possono durare anche svariati minuti, senza contare l’elevata probabilità di incontrare un gruppetto di scagnozzi di Scrotus motivatissimi a rendere il nostro viaggio ancora più lungo del dovuto.

Inizialmente i combattimenti sono molto frenetici, ma questo è dovuto principalmente all’inesperienza del giocatore. Basta solamente qualche lotta per capire che l’approccio più efficace, ma al tempo stesso il più noioso, è il classico para-contrattacca. Le armi di certo non aiutano a migliorare la situazione, infatti si distruggeranno completamente dopo aver sparato solo un paio di colpi.

Nota positiva invece per il combattimento a mani nude, che presenta un moveset vario ed interessante. Quando si affronta un nemico corpo a corpo è possibile entrare in modalità furia, durante la quale i nostri colpi saranno più precisi e mortali. Carina l’idea di inserire delle mosse di wrestling per sancire la conclusione della zuffa, anche se sarebbe stato più interessante utilizzare queste mosse durante il combattimento vero e proprio e non solamente come finisher.

Come per le aree di gioco, anche qui possiamo notare un forte richiamo ad un altro gioco: il combattimento è molto simile a quello presente nella trilogia Batman: Arkham uscita tra il 2009 e il 2015.

Tirando le somme

Mad Max non è un gioco tripla A, ma non è neanche un brutto gioco. È chiaro però che si tratta di un gioco che è stato sviluppato con l’obiettivo di cavalcare l’onda del grande successo suscitato dal film.

In generale si tratta di un gioco dove sono presenti molti punti morti; le missioni principali e non sono molto coinvolgenti, ma tutto il processo di “pulizia” delle aree controllate dal nemico diventa ben presto più un lavoro che non un divertimento. Il gioco risulta parecchio lungo se ci si pone l’obiettivo di completarlo al 100%, se invece ci si limita ad affrontare solamente la storia principale ed alcune side quest la longevità si aggira sulle 15-20 ore.

Come già detto, è un gioco che non avrei mai provato se non mi si fosse presentata l’occasione di averlo gratis. In ogni caso sono rimasto abbastanza colpito da questo titolo, sia per i suoi lati positivi che…Per quelli negativi